• A Un Tiro Di Schioppo

    Nello spazio percorso da una palla di cannone, raccoglieremo tracce di Pesaro che raccontano come la città si sia modificata nei vari momenti storici.

    Dalle cannonate dei piemontesi che cercavano di liberare Pesaro dallo stato pontificio, alle villette della prima borghesia industriale, dai monumenti del fascio ai pozzetti dell’acquedotto romano.

    Le strade da Rocca Costanza a Via Ardizi presentano tracce di un racconto pieno di fascino della storia di questa città.

    Walkscape: assistito

    Durata: 2.30 H circa

    Difficoltà: bassa

    Prossimo Appuntamento: Mercoledì 13 Novembre 2016 - Ore 9.45

    NotePer gruppi di almeno 10 persone è possibile concordare altre date

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  • Passi di Terra Cotta

    La tradizione ceramica a Urbania è antica e famosa in tutto il mondo. Camminando e osservando con attenzione si possono scoprire angoli, elementi, tracce della sua presenza nella  piccola cittadina che mantiene questa tradizione molto viva, sapendola anche rinnovare. Camminare per osservare, copiare, fotografare, disegnare e prelevare la ceramica a Urbania. Che è dappertutto: la ceramica d’arte e la ceramica d’uso. Tutto racconta di oggetti e luoghi in cui c’è della terra cotta.

    Il progetto Passi cotti parte dalla scuola elementare di Urbania : le classi quinta A e quinta B e la maestra Maria Grazia Cenciarini

    Organizzazione  comune di Urbania – Assessorato Alla cultura e al Turismo. 

    In collaborazione con la Biblioteca e il museo di Storia dell’Agricoltura e Artigianato. Un particolare ringraziamento ad Orazio Bindella

    Progetto  Antonella Micaletti, associazione etra.entra nell’arte

    Trasposizione per almaloci.com: Settimio Perlini

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  • Sentiero Santa Croce

    Un walkscape alla scoperta della storia, delle testimonianze archeologiche e della natura.

    Lungo il sentiero Santa Croce, tra Trebbiantico, Candelara e Novilara, i momenti della storia da percorrere sono tanti: le tombe picene, le case rurali trasformatesi in ville dell’aristocrazia terriera, l’acquedotto romano, l’Autostrada A14. 

    Scopriremo Villa Servici, il racconto di Clarice Tartufari e la piccola chiesetta che viene aperta solo in occasione della processione dedicata alla Madonna, il giardino all’italiana appena ripristinato,  gli antichi pozzetti degli acquedotti romani.

    Walkscape: assistito

    Durata: 2 Ore circa

    Difficoltà: medio-bassa

    Prossimo Appuntamento: Martedì 26 Luglio - Ore 18 

    NotePer gruppi di almeno 10 persone è possibile concordare altre date

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  • Antica Via Flaminia

    La  via consolare Flaminia inaugurata nel 220 a.C. era una delle strade più importanti del sistema viario romano e metteva in comunicazione i due versanti della penisola collegando Roma, sul Tirreno, con ariminum(Rimini), sulla costa adriatica. Percorrendo questo tratto di strada consolare è ancora oggi possibile vedere ampi resti di strada lastricata , ponti, sostruzioni, viadotti e tracce che ci testimoniano il suo antico passato glorioso.

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  • San Benedetto (versione ridotta)

    L’ospedale psichiatrico San Benedetto ha una storia straordinaria, che riecheggia ancora oggi tra gli abitanti, con storie e notizie, tra verità ed invenzione.

    Oggi è un edificio in totale decadenza, ma la sua memoria è stata riproposta presso la struttura dell’Asur Galantara nel Museo alle Stufe, in cui il curatore Roberto Vecchiarelli ha fatto sì che i frammenti di quella storia centenaria – le porte, gli oggetti, gli abiti, gli scritti – raccontassero nuovamente tante storie ogni volta diverse.

    Guidati da una mappa della struttura, si percorrerà il perimetro esterno al complesso dell'ex manicomio che ancora ispira forti ricordi.

    Le stanze, i cortili, i progetti e la storia di uno spazio che ha avuto un ruolo centrale per la vita della città.

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  • Perticari e l'800 a Pesaro

    Un percorso che segue le tracce lasciate dalla  famiglia Perticari che ha segnato una grande trasformazione della città.

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  • Nobili Intersezioni

    La nobiltà fanese era una nobiltà civica, patriziale, una nobiltà urbana ovvero di reggimento. 

    Lo stile di vita more nobilium sanciva l’effettiva appartenenza ad una classe nobile che apriva all’esercizio effettivo delle prerogative nobiliari.

    Già dall’età del feudo, non si apparteneva alla gerarchia feudale perché si era nobili per genere di vita, ma viceversa.

    Tanti i segni ancora oggi visibili nel centro di Fano degli elementi che hanno caratterizzato la vita di una classe nobile che soprattutto tra il 1500 e il 1700 ha segnato la vita culturale della città:  i simboli araldici che raccontano dello spirito di appartenenza a gruppi chiusi ed esclusivi,  i palazzi che sancivano lo stile di vita adeguato al ceto, i testi che ne delineano i costumi  (L’istoria della nobiltà di Fano, la Ginipedia), i luoghi che hanno dato una svolta alla vita cittadina come il teatro, i documenti che attestano le cariche ricoperte, presupposto fondamentale dello stile di vita nobile, le collezioni, i rapporti con la campagna.

    Elementi fondamentali per delineare la storia di Fano e della sua nobiltà nella Marca pontificia, oggi sono frammenti slegati che possono disegnare una lettura delle grandi trasformazioni della città.

    Un ringraziamento particolare a Giovanna Patrignani e all’Archivio di Stato di Fano.

    Walkscape: Antonella Micaletti

    Foto 360: Settimio Perlini

    Prossimo appuntamento: Domenica 15 Ottobre alle ore 15.00.

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  • La città In(di)visibile. Pesaro invisibile.

    Nella città persistono segni importanti delle trasformazioni  - tracce a volte impercettibili non solo d’arte e di storia, ma anche di vita quotidiana. Per questo il territorio è come un palinsesto. 

    Queste tracce sono solo apparentemente slegate  e costituiscono piuttosto frammenti di una storia che attraversa le epoche e i fatti, che lega  la storia ad altri saperi (botanica, scienze, letteratura, architettura) lasciando che l’osservazione e l’ immaginazione rintraccino il filo che li unisce. 

    Camminare, osservare, prelevare sono alcune delle azioni per rileggere il territorio, per trovare rimandi e connessioni.

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  • Una storia lunga un fiume

    Montelabbate sorge su un territorio fertile, che permette oggi una lettura molto interessante dello sviluppo del territorio da un punto di vista agricolo e industriale, e  testimonia momenti di storia e d’arte di grande rilievo.

    Tale visione è frammentata e poco leggibile, perché il paese si  trova su una via di percorrenza di origine antica ma oggi così veloce da non permettere una lettura adeguata, privandolo negli anni della sua forte identità culturale.

    I segni sono però ancora presenti ed è possibile legarli attraverso una o più storie, guardando con attenzione i particolari e intrecciando documenti e leggende.

    Il filo rosso è rappresentato dal fiume, poco visibile, ma vero humus del territorio.

    Tipologia Walkscape Fai da Te o Assistito.

    Primo Appuntamento: 7 Maggio 2017 alle 15.30  presso la prima tappa: Abbadia di San Tommaso.

    Durata: 2 Ore

    A cura del Comune di Montelabbate

    Concept - Roberto Vecchiarell
     Walkscape - Antonella Micaletti
     Digital - Settimio  Perlini

    Le fonti storiche provengono dalla Biblioteca Oliveriana e dai testi di Roberto Rossi. Si ringrazia l’archivio Stroppa Nobili per la concessione di alcune immagini.

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  • Museo / Laboratorio delle Colline

    Lo spazio di questo 'laboratorio' allestito da Roberto Vecchiarelli propone uno sguardo molteplice e ampio ad una serie di “reperti”: non solo quelli antichi per lo più piceni, ma a tutte le tracce presenti sia nelle mura del castello (i resti del palazzo del Castiglione, le pietre, i materiali, i resti dei piceni) che nei punti di fuga dello sguardo (il mare, le colline, i prodotti della terra). 

    Tutti insieme, volutamente mescolati e affiancati senza ordinarli per il loro valore ma per l’importanza che hanno in quanto testimonianza di un territorio ricco di storia e di cultura, essi diventano “reperti” di una o più narrazioni, seguendo un esempio d’eccellenza: quello dell’artista Michele Provinciali, che è vissuto nella casa proprio alle spalle del Laboratorio/Museo delle colline.

    Il fine è di innescare e mettere insieme una pluralità di sguardi: quello del piceno intagliatore di steli in arenaria, o quello poetico di Francesco Mingucci e Romolo Liverani (testimoni del passato), quello attento dell'archeologo oppure quello letterario e non ultimo  quello che suggeriamo al 'novello' passeggiatore. 

    Infatti sono esposti anche i reperti raccolti già in diverse occasioni durante i viaggi e soprattutto durante i walkscape, camminate per conoscere il territorio, condotto nel borgo e nel sentiero Santa Croce.

    Organizzazione: Etra (Antonella Micaletti)

    Concept: Roberto Vecchiarelli 

    Allestimento e foto: quatermass-x (Roberto Vecchiarelli, Mervat Alramli e Alessandra Romagnoli)

    Laboratori didattici: Antonella Micaletti e Mervat Alramli

    Documentazione: Biblioteca Oliveriana

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  • Sette Vicoli e Tre Piazze

    L’11 novembre  1418 il consiglio del castello di Fermignano e  delle Ville circostanti nel piano più  alto della torre. Il castello – con la strada  maggiore, sette vicoli e tre piazzette prende forma. Il paese è fornito di Mura nelle  quali  si aprono  due  porte.

    Il paese di Fermignano, sin dalla sua fondazione è stato sempre alle dipendenze  di  Urbino e solo nel1818 viene solennemente insediato il primo consiglio comunale di Fermignano.

    La città si sviluppa intorno al fiume Metauro, che segna tanta parte delle sue trasformazioni economiche.

    Walkscape Promosso dall'Assessorato alla Cultura Comune di Fermignano
    A cura di Etra.entra nella arte
    Progetto: Antonella micaletti
    Walkscape: Emanuela Ivaldi
    Digital: Settimio Perlini
    Fonti storiche: Giulio Finocchi / Biblioteca Oliveriana
    Durata: 2 ore

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  • Fuori del Castello di Fermignano

    Fuori del Castello di Fermignano è un percorso che scopre i borghi che hanno popolato il territorio prima dello sviluppo della cittadina o che hanno subito una profonda trasformazione in seguito alla sua modernizzazione.

    Sono luoghi oggi invisibili o che risultano tracce frammentarie di una storia di cui si riesce con grande difficoltà a dipanare il filo. Invece costituiscono la storia del territorio fermignanese e  offrono uno spaccato di cultura, storia , arte e natura come raramente è possibile vedere.


    Fonti storiche   Giulio Finocchi, Biblioteca Oliveriana

    Walkscape  Manuela Ivaldi




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  • Giro girotondo al tramonto

    A Pesaro in un pur breve periodo dall'inizio estate si può godere del tramonto sul mare ed è stato segnalato un punto sul molo del porto. E' una esperienza piacevole, ma diventa anche curiosa, se vede ciò che può raccontare anche se non subito visibile. Un walkscape per pigri: un giro girotondo intorno a se stessi, nelle quattro direzioni.

    Le foto a 360° dell'alba e tramonto sono disponibili su questa pagina.

    Concept: Roberto Vecchiarellli
    Photo 360 e AR concept: Settimio Perlini
    Immagini d'archivio: Biblioteca Oliveriana, Pesaro

    Con il patrocinio dell'Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro

    (Disponiibile dal 27 Giugno)

    27 Giugno 2017 (gratuito), 30 Giugno e 6 Luglio 2017 (con iscrizione associazione Etra)


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  • A Pesaro c’è musica e musica

    Pesaro è citta della musica e Rossini identifica la città in tutto il mondo. Ma la vocazione alla musica è molto antica e si spinge fino alle sperimentazioni contemporanee: un walkscape attraverso i luoghi della musica a Pesaro.

    Assessorato alla Bellezza Comune di Pesaro

    Concept Roberto Vecchiarelli

    Walkscape Antonella Micaletti

    Documentazione storica  Biblioteca Oliveriana

    Foto Dimar -  Pierangelo Fantini 

    [disponibile dal 4 Settembre]

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  • Sentieri di confine nelle terre di Pozzo

    Pozzo Alto è un luogo antico, ma il suo fascino si perde oggi nello sguardo veloce di chi lo attraversa per andare in Romagna. Un territorio ricco di spunti per narrare le trasformazioni del territorio in una terra di confine che pure necessita di non disperdere completamente la sua memoria e la sua identità.

    Questa è ora affidata non solo ai libri e alle ricerche, ma alle persone, ai loro racconti e alle testimonianze, che rischiano di andare disperse definitivamente.

    Bisogna fare un REWIND e collegare i frammenti.


    Comune di Pesaro Assessorato alla Bellezza

    Quartiere 8 

    Concept: Roberto Vecchiarelli e Antonella Micaletti

    Fonti: Biblioteca Oliveriana, Archivio Stroppa Nobili

    Parte delle immagini di Pozzo Alto: Pino Fabbri, Guglielmo Fazi

    Raccolta interviste: Valentina Battisti

    Riprese video: Oscar Gabbani

    Digital Editing: Settimio Perlini

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  • Cultura e informazione a Pesaro dai primi tipografi e librai

    A Pesaro non ci sono più case editrici e le tipografie hanno un ruolo diverso che in passato. Ma  dal ‘700 è in quei luoghi che la vivacità culturale della città ha dato vita a libri, pubblicazioni e giornali che hanno diffuso il sapere, la ricerca e le informazioni, con un spirito moderno che identificava Pesaro come una cittadina culturalmente vivace.   

    Da quella più antica di Niccolò Gavelli a quelle di Nobili, Federici, Rossi e  Terenzi, il lavoro delle tipografie pesaresi ha dato luce ai libri di Giovan Battista Passeri, di Annibale degli Abbati Olivieri, diffondendo una cultura destinata ai nuovi intellettuali; e si sono stampati i primi giornali, con notizie di informazione generale, ma anche molto settoriale.

    I luoghi non sono più riconoscibili, ma grazie al patrimonio della biblioteca Oliveriana e dell’Archivio di Stato sono identificabili. E richiedono un grande sforzo di immaginazione: un percorso tra libri e documenti, da una raccolta ad un’ altra.

    Come dice Roberto Vecchiarelli, “Un paesaggio di carta”.

    Fonti: Archivio di Stato, Biblioteca Oliveriana, Mariangela Albertini, Niccolò Gavelli.Tipografoe  libraio di Provincia (Patron), archivio Stroppa Nobili

    Sulle tracce di Gavelli, Nobili, Federici, Rossi e Terenzi

    Prima uscita: 24 Settembre Ore 10

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  • Piccoli borghi e paesi fantasma della Provincia di Pesaro e Urbino

    Questo walkscape è inserito in un progetto di ricerca, relativo ai paesi abbandonati o scarsamente abitati, nella provincia di Pesaro Urbino. Lo sparpagliato feudo che un tempo apparteneva ai conti Oliva, comprendeva comuni della Romagna e delle Alte Marche (Piagnano, Lupaiolo, Monastero, Pietracavola, San Sisto, Viano, Piandimeleto, Campo, Petrella Guidi, Antico, Soanne). 

    Il percorso riguarda alcuni borghi della provincia di Pesaro Urbino:  Piagnano di Sassocorvaro, originaria residenza castellare della famiglia Oliva, Monastero di Piandimeleto e l'abbazia di Santa Maria del Mutino, ove alcuni membri della casata furono abati commendatari per quasi un secolo e la cappella di famiglia nel convento di Montefiorentino a Frontino. E' un viaggio a ritroso, alla scoperta di un territorio che fu teatro delle vicende di una stirpe di condottieri e mecenati.

    Ideazione: Alessandra Mindoli e Antonella Micaletti associazione "Etra.entra nella arte. Educazione museale".

    Walkscape: Alessandra Mindoli

    Photo 360: Settimio Perlini

    Si ringraziano:
    Biblioteca Oliveriana
    Museo Diocesano
    Biblioteca San Giovanni
    Biblioteca di Colbordolo
    Biblioteca di Sassocorvaro
    Comuni di Sassocorvaro, Piandimeleto, Frontino
    Provincia di Pesaro Urbino

    Primo Walkscape assistito Domenica 22 Ottobre 2017 con partenza ore 15 da Via Molino 1, Caprazzino


    Bibliografia:

    "LE DONNE I CAVALIER ALLA CORTE DEGLI OLIVA SIGNORI DI PIANDIMELETO" (Amministrazione provinciale di Pesaro Urbino 1986)
    "PIANDIMELETO – UN ENCLAVE ROMAGNOLA NELL'URBINATE DALLA CRISI DEL '500 AL RISORGIMENTO" (Girolamo Allegretti)
    "L'ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL MUTINO: ATTI DEL CONVEGNO DI STUDI – PIANDIMELETO 7 SETTEMBRE 2003" (in collana "Società di studi storici per il Montefeltro 2004)
    "I CONTI DI PIAGNANO NEI SECOLI XIV E XV: ACQUISIZIONI E MESSE A PUNTO" (in collana "Società di studi storici per il Montefeltro 2004)
    "PIAGNANO" (Comune di Sassocorvaro 1988)
    "IL CONVENTO DI MONTEFIORENTINO" (Atti del convegno del 29 agosto 1979)
    "L'AZIONE POLITICA DI CLELIA SALOMONI NELLA DEVOLUZIONE DELLA CONTEA OLIVA (1571 – 1574) di Corrado Leonardi 1993
    "PIAGNANO" ricerca storica degli studenti del Liceo scientifico "Montefeltro" di Sassocorvaro (1986 - 87)
    www.piagnano.it
    www.ilfederico.com

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  • Il Museo alle Stufe - Un MUSEO FUORI-LUOGO

    MAS museo alle stufe  -  ex ospedale San Benedetto - Galantara.


    Itinerario nelle ville della zona di Trebbiantico ai piedi di Novilara nella Circoscrizione delle Colline.

    Nel corso dei secoli scorsi, queste splendide colline ricche di selve e campi agricoli hanno visto nascere delle splendide dimore signorili adorne di parchi e fontane. Alcune di queste sopravvivono e possono permettere itinerari di grande interesse e suggestione. Come Villa Cattani Stuart, i suoi giardini e le sue memorie storiche; villa Galantara/Guerrini, di cui restano il giardino e il parco, che ospita il museo sull’ex ospedale psichiatrico di Pesaro; villa Servici con le sue memorie letterarie e le testimonianze degli scavi archeologici che hanno portato alla luce la civiltà di Novilara; e tante altre sparse nel territorio.

    Progetto allestimento Roberto Vecchiarelli – ass.  Quatermassx

    Foto Roberto Vecchiarelli




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  • Giro Giro Tondo su in tetto al mondo

    Il Tetto del Mondo è sul Colle San Bartolo, un luogo di suggestione e di Bellezza.

    Si accede da un piccolo sentiero, come tanti altri nel parco, ma si apre ad una prospettiva vastissima: come dietro la siepe leopardiana, oltre la fitta vegetazione, che in primavera è di profumatissime ginestre, si vede uno scenario ampissimo, dalla Romagna ai confini con la Toscana, e verso il mare si intravedono coste che si aprono ad arco come un immenso golfo.

    Il territorio è in continua trasformazione. La ricca vegetazione nella quale oggi ci immergiamo è in realtà frutto della colonizzazione che la natura sta tornando a fare in un luogo che fino agli anni ’50 era tutto coltivato. Ed è ancora all’inizio dell’opera.

    E’ sufficiente girare lo sguardo a 360 gradi per orientarsi tra storia, botanica, arte e leggende.


    Assessorato alla Bellezza  Comune di Pesaro

    Concept  Roberto Vecchiarelli  Antonella Micaletti  Andrea Fazi

    Fonti storiche Biblioteca Oliveriana

    Trasposizione digitale: Settimio Perlini

    Walkscape con partenza ore 10.00 del 18 Marzo da Fiorenzuola di Focara.

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  • Il parco delle sculture urbane

    Scopriamo insieme la città di Pesaro attraverso le opere di grandi scultori contemporanei che caratterizzano il paesaggio urbano. Un walkscape da fare a piedi o su due ruote.

    Concept: Antonella Micaletti Roberto Vecchiarelli
    Fotografie: si ringraziano Archivio Stroppa Nobili, Roberto Vecchiarelli
    Trasposizione digitale: Settimio Perlini

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  • San Benedetto

    Camminata intorno (e dentro) al San Benedetto

    L’ospedale psichiatrico San Benedetto ha una storia straordinaria, che riecheggia ancora oggi tra gli abitanti, con storie e notizie, tra verità ed invenzione.

    Oggi è un edificio in totale decadenza, ma la sua memoria è stata riproposta presso la struttura dell’Asur Galantara nel Museo alle Stufe, in cui il curatore Roberto Vecchiarelli ha fatto sì che i frammenti di quella storia centenaria – le porte, gli oggetti, gli abiti, gli scritti – raccontassero nuovamente tante storie ogni volta diverse.

    Guidati da un ricco reportorio di foto, mappe e documenti d'archivio messi a disposizione dalla Biblioteca Oliveriana, si percorrerà il perimetro esterno al complesso dell'ex manicomio che ancora ispira forti ricordi.

    Le stanze, i cortili, i progetti e la storia di uno spazio che ha avuto un ruolo centrale per la vita della città.

    Soundwalk a cura  del Laboratorio LEMS - Conservatorio G. Rossini Pesaro - Thomas Spada
    20 Maggio 2018 - Ore 5.30

    Progetto di Roberto Vecchiarelli

    Walkcape Antonella Micaletti

    Collaborazione di Alessandra Mindoli

    Digitalizzazione: Settimio Perlini.

    Per l'accesso alla colonna sonora del SoundWalk partite da questa pagina del Blog di Almaloci.


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  • Pesaro ai tempi di Rossini

    Walkscape inaugurale - 13 Luglio 2018 - ore 18 / Partenza da Teatro Rossini.

    Com’era Pesaro ai tempi di Rossini? A questa domanda possiamo rispondere facilmente perché in quell’arco di tempo, per periodi più o meno ravvicinati, Romolo Liverani, scenografo e vedutista di gran talento, ha disegnato Pesaro e il suo territorio con una certa sistematicità. 

    Si tratta di una documentazione preziosissima che, con spirito teatrale (connaturato alla nostra storia cittadina) ci mostra una Pesaro ormai scomparsa o solo in parte sopravvissuta. Tutto questo è naturalmente arricchito da altre documentazioni provenienti dagli archivi inesauribili della Biblioteca Oliveriana e da altre fonti. 

    concept Roberto Vecchiarelli

    conduzione Antonella Micaletti

    digitalizzazione Settimio Perlini

    fondi documentari Biblioteca e Musei Oliveriani

    fondo fotografico Quatermass-x 

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  • Torquato Tasso a Fermignano. Natura e arte, fuga e rifugio di un cavaliere errante

    A Fermignano è possibile seguire la traccia di un percorso disegnato dalla presenza di un poeta. Torquato Tasso fu qui e vi scrisse un’Ode. La sua poesia si espande nel paesaggio, che è il cuore della scrittura. Così si profila un acquerello che è come una pagina scritta, composta di singoli elementi che si legano strettamente l’uno all’altro in modo fluido, rendendo necessari gli uni agli altri. Le architetture, le presenze umane, gli elementi della natura: sono parti di un territorio percepito in modo omogeneo, come è nei „ritratti“ delle cittadine della Provincia di Pesaro e Urbino di Francesco Mingucci che legava sempre strettamente le immagini urbane al contesto paesaggistico in cui erano inserite.

    Passeggiare lungo questo percorso propone di cogliere l‘unitarietà del paesaggio che c’era, che era evidente nelle cartografie roveresche, ed è ora interrotta .

    E quello di Fermignano è uno dei possibili percorsi che mettono in connessione luoghi anche lontani. Un filo rosso lega infatti i paesaggi della provincia di Pesaro e Urbino ed è la memoria letteraria: Perticari, Pascoli, Tartufari, Volponi, Tombari e Torquato Tasso, a Pesaro e a Fermignano.

    Walkscape iniziale 8 settembre 2018. Partenza ore 17 Piazza Giorgiani

    Concept: Roberto Vecchiarelli, Antonella Micaletti

    Conduzione: Manuela Ivaldi

    Digitalizzazione: Settimio Perlini

    Voce recitante: Elisabetta Marsigli

    Fondi documentari Biblioteca e Musei Oliveriani

    Foto archivio contessa Eugenia Carotti Rigi Luperti, Sandro Pesaresi, Settimio Perlini

    Bibliografia: 

    Rafaella Michelangelo, I Bonaventura. Una famiglia del patriziato urbinate, Grafiche Stibu, Urbania 1999

    AA,VV, a cura di Mario Luni, Castrum fimignani, Castello del ducato di Urbino, Banca Popolare 1993

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  • Un territorio attraverso gli occhi di Giulio Perticari: il paesaggio tra Sant'Angelo in Lizzola e Pesaro

    Con gli occhi di Giulio Perticari, il paesaggio tra Pesaro e Sant’angelo

    La famiglia Perticari viveva a Pesaro ma a Sant’Angelo in Lizzola aveva una residenza di campagna. Nella villa vi era un parco, ancora oggi fruibile, nel quale  Giulio Perticari con la moglie Costanza Monti, con Gioacchino Rossini ed altri  loro amici si intrattenevano recitando, suonando, leggendo e scrivendo.

    Il paesaggio della campagna pesarese faceva da sfondo ad una intensa attività culturale che ha portato a Pesaro protagonisti della letteratura e della musica del tempo e ha aperto la città ai valori di modernità culturale e civile diffusi in tutta la Penisola.

    Giulio Perticari permette una lettura del territorio che unisce Sant’Angelo in Lizzola a Pesaro a che, se pure oggi frammentato e trasformato dall’uomo, è ancora leggibile in tutta la sua bellezza e il suo valore storico.

    Il walkscape propone una lettura speculare di luoghi a Pesaro e a Sant’Angelo seguendo il filo di Giulio Perticari.

    Concept: Roberto Vecchiarelli
    Conduzione: Antonella Micaletti
    Digitalizzazione :Settimio Perlini

    Fotografie di Roberto Vecchiarelli,  Settimio Perlini, Fondo fotografico Quatermass-x
    Fondo documentario Biblioteca e Musei Oliveriani
    Fondo documentario Conti Cacciaguerra Perticari

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  • Brindisi porto di pace

    Brindisi sorge su un porto naturaletra due insenature che si incuneano profondamente nella costa adriatica della Puglia. La morfologia del territorio retrostante è pianeggiante, dai tempi antichissimi ad elevata vocazione agricola. La costa è caratterizzata da affioramenti di acqua dolce e da fiordi scavati dal fenomeno carsico: i fiordi più profondi sono proprio le due insenature che circondano la città vecchia. “Il luogo, con la città, assomiglia moltissimo nel suo complesso alla testa di un cervo -scrive Strabone, geografo greco vissuto nell’età di Augusto - e Bréntion è appunto chiamata in lingua messapica la testa di un cervo”. 

    Da qui il nome della città, Brentésion per i greci e Brundisium, da Brunda, per i romani.

    Il porto, tra i più sicuri dell’Adriatico, è stato da sempre crocevia di merci provenienti dal ricco entroterra agricolo e di viaggiatori diretti e provenienti dall’est. A questa storia di commerci e traffici via mare e via terra si intrecciano gli episodi che hanno visto il porto di Brindisi accogliere esuli dall’opposta sponda dell’Adriatico. In età classica è Cicerone l’esule più noto che trova accoglienza nella città di Brindisi, dove sosta per un anno ospitato dal suo amico Orazio Flacco. 

    Nel ‘900 tre episodi segnano la storia del porto: durante la Prima Guerra Mondiale, nell’inverno del 1915 da Brindisi fu organizzato l’esodo dell’esercito serbo, quasi 136.00 soldati serbi e 23.000 soldati austriaci; nel 1956 giunsero nel porto gli ebrei espulsi dall’Egitto di Nasser e infine nel 1991 sbarcarono qui 24.000 albanesi in fuga dal regime del dittatore Oxa.

     Oggi il porto di Brindisi, che si articola in tre bacini, interno, medio ed esterno, è un porto turistico, commerciale e industriale tra i più importanti del mar Adriatico. Il traffico turistico riguarda i collegamenti con la penisola Balcanica e la Turchia, mentre le navi mercantili trasportano carbone, olio combustibile, gas naturale e prodotti chimici. Dal 2017 approdano nel porto interno le navi da crociera.


    Ideazione: Giovanna Bozzi con il contributo di Chiarastella Grande
    Per ANISA - Per l’educazione all’arte www. anisa.it


    Bibliografia

    Caravaglios V.A., Il porto di Brindisi, Illustrazione storica, geografica, tecnica, economica, corporativa, statistica e tariffaria, Napoli 1942

    Sirago V. A., Puglia romana, Edipuglia, Bari – Santo Spirito, 1993

    Brindisi 1927-1943. Da capoluogo a capitale, i progetti, le architetture, Catalogo della mostra documentaria, Ed. Alfeo, Brindisi 1994 (in collaborazione di MBCA, Archivio di Stato di Brindisi e Ordine degli Architetti della provincia di Brindisi)

    Alaggio R., Brindisi medievale: natura, santi e sovrani in una città di frontiera, Editoriale scientifica, Napoli 2000 

    Andriani G.T., Brindisi da capoluogo di provincia a capitale del Regno del Sud, Grafica Aprile, Ostuni, 2000

    Indini A., La leggenda delle colonne del porto di Brindisi, Neografica Latiano, 2001

    Marchionna P., Diario dall’inferno di Brindisi, 2011, consultabile on line http://www.pinomarchionna.it/libri-a-puntate.html

    Bozzi G.M., Brindisi, in 1940-45 Arte trafugata, arte salvata, arte perduta: le città italiane tra guerra e liberazione, a cura di Teresa Calvano e Maria Serlupi Crescenzi (Edizioni Musei Vaticani, 2012)

    Valente N., http://www.fondazioneterradotranto.it/2017/12/19/wikipedia-la-cittadinanza-romana-brindisi-ovvero-svilire-la-storia/ consultato il 15 gennaio 2018

    Valente N., https://www.academia.edu/17635593/Virgilio_e_Brindisi , (in corso di pubblicazione), consultato il 15 gennaio 2018


    Il Walkscape “Brindisi porto di Pace” sviluppa le proposte didattiche del progetto “Museo per tutti” finanziato dal MIUR per il Concorso “Progetti didattici nei Musei” 2015 e l’esperienza dei walkscape prodotti nell’estate del 2016 nel progetto Brindisi al calar della sera del Laboratorio del patrimonio.


    Si ringraziano: l’Archivio di Stato di Brindisi, l’Avvisatore marittimo del porto di Brindisi titolare del sito www.porto.br.it, Brindisiweb.it, Brundarte.it, EAC Comunicazione – Brindisi.



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  • Brindisi. Dove la terra finisce e il mare comincia

    In questo walkscape vi raccontiamo l’avventura dei viaggi e il rapporto vitale della città di Brindisi con il suo entroterra agricolo e con il mare, dall’età antica fino ai nostri giorni passando per la Valigia delle Indie. Dal porto di Brindisi prendevano il largo verso Oriente e rientravano verso l’Europa il vino, l’olio, le merci e la posta, insieme con i viaggiatori, gli uomini d’affari, avventurieri e naturalmente anche i fatti culturali e le mode.

    Dai viaggiatori Brindisi era considerata un confine dell’occidente e insieme cerniera per l’Oriente. Da qui il titolo del walkscape, che riprende, ribaltandone la prospettiva, un verso dei Lusitani del poeta Luis Vas De Camoes: “Qui…dove la terra finisce e il mare comincia” dedicato a Cabo de Roca, il punto più a ovest del continente europeo. 

    Brindisi, che ha disegnato la sua storia intorno al suo caratteristico porto naturale, dalla forma a testa di cervo, nel corso della sua storia si è più volta confrontata con la sua centralità commerciale e strategica nel Mediterraneo. Periodi di splendore e decadenza che si alternano dall’età antica, l’età bizantina, il Medioevo normanno e svevo, la Belle Époque tra Otto e Novecento, il Ventennio e gli anni del Boom economico. 

    Bibliografia

    Lenzi Elena, Un paesaggio urbano in divenire: il porto interno di Brindisi, in Dire in Pglia, MIBACT, 2013, pp. 97-103

    Alaggio Rosanna, Brindisi, Fondazione Centro Italiano di Studi sull’alto Medioevo, Spoleto 2015

    Brindisi negli Archivi Alinari (Tra Unità d’Italia e prima guerra mondiale), Catalogo della mostra, palazzo Granafei Nervegna Brindisi, Firenze 2011

    Qui... dove la terra finisce e il mare comincia. Memoria e immagine dell'impresaCatalogo della mostra (Brindisi, 2011), di AIPAI, MIBACT, CNR-IBAM Lecce, (a cura di), Crace, Terni 2011

    Brindisi 1927-1943 da capoluogo a Capitale i progetti, le architetture, pubblicazione dell’Archivio di Stato di Brindisi e dell’Ordine degli architetti della provincia di Brindisi. Italgrafica Ed. Oria, 1994

    Candilera G. Parliamo di Brindisi con le cartoline, di. Stampato da Grafischena – Fasano (Br), nov. 2000

    Cavalera N., I palazzi di Brindisi, Schena Ed. Fasano 1986

    Rosario Mascia, La Valigia delle Indie, Londra - Brindisi - Bombay, Brindisi. 1985

    Meyer – Graz Gustavo, Puglia Sud 1890, a cura di Giovanni Custodero, Lorenzo Capone Editore, 

    1980, Cavallino di Lecce

    Romano Antonio, La Valigia delle Indie e l’Europa, Venezia 1869

    Strabone, Geografia, L’Italia, Libri V e VI (ed. consultata BUR Classici greci e latini 2014)

    Siti consultati

    http://www.bassavelocita.it/quando-la-valigia-delle-indie-passava-per-brindisi/ (consultato il 14 dicembre 2018)

    http://www.poheritage.com

    https://www.nationalgalleries.org

    http://www.greekshippingmiracle.org/en/

    http://www.pastorevito.it/brindisi-e-provincia-cartoline-depoca/

    http://www.sistcartinfo.it/cms/cartografia-storica

    Ideazione: Giovanna Bozzi. Con il contributo di Chiarastella Grande. ANISA – Per L’educazione all’Arte. www.anisa.it Progetto #brilliantbrindisi

    Il Walkscape “Brindisi. Dove la terra finisce e il mare comincia” sviluppa le ricerche ed esperienze didattiche del progetto “Museo per tutti” finanziato dal MIUR per il Concorso “Progetti didattici nei Musei” 2015 e l’esperienza dei Walkscape prodotti nell’estate del 2016 nel progetto Brindisi al calar della sera del Laboratorio del patrimonio. Curatrice: Giovanna Bozzi, Liceo Artistico “E. Simone” dell’IISS “Marzolla Leo Simone Durano” di Brindisi.


    Si ringrazia l’Archivio di Stato di Brindisi, Giovanni Membola di Brindisiweb.it, Francesco Guadalupi e Ornella Tarullo di Brindarte.it, Piero Chionna e Cosimo Meca per le immagini e i documenti

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  • Parco delle Muse e delle Ninfe

    Esistono modi diversi di guardare un territorio e sicuramente l’immaginazione è imprescindibile per tutti: anche per il geografo, il naturalista, lo storico, il geometra, il poeta, l’antropologo o l’artista.

    Il Parco delle Muse e delle Ninfe è un progetto di lettura del territorio, un filtro attraverso cui guardare il paesaggio, cercando  di combinare diversi sguardi, legandoli stretti col filo della immaginazione e della poesia. Non con la fantasia, ma partendo  dalle tracce lasciate dai tanti personaggi e dalle numerose vicende delle terre di Vallefoglia, che creano  continui rimandi tra un luogo e l’altro. 

    A causa della trasformazione del territorio, oggi non siamo in grado di leggere l’ antica armonia, ma essa è rintracciabile in numerosi temi che permettono ogni volta percorsi nuovi, anche attraversando gli stessi luoghi.

    Il baricentro del Parco  sposta l’attenzione dai due principali centri di Pesaro e Urbino all’area di  Vallefoglia  e si espande verso i due estremi della provincia. 

    Il tema dominante che rende possibile far risuonare l’intera vallata  della sua antica unità è quello delle Muse e delle Ninfe. Le ritroviamo a Pesaro, a Sant’Angelo in Lizzola, a Urbino. Sono muse o ninfe a seconda del contesto culturale. Ma guardando Vallefoglia con i loro occhi è possibile raccontare di terre in cui le attività di umana sapienza, l’ arte, la poesia  e la natura hanno trovato un equilibrio ancora oggi percepibile, persino nei luoghi devastati dalla guerra o trasformati dal progresso. 

    Le rintracciamo dunque  nell’arte e nella poesia ma egualmente nella natura:  il paesaggio e l’acqua  sono stati per questo individuati come ulteriori temi in cui le Ninfe e Muse vivono e si manifestano, permettendo un confronto con chi il paesaggio lo ha osservato e “ritratto” in passato: Mingucci e Liverani. 

    Sono temi  dominanti in tutto il territorio ma anche destinati a  lasciar spazio a molti altri. 

    Come l’andamento del nastro della musa Clio, la Musa della Storia, di Giovanni  Santi , seguiamo il movimento del fiume Foglia e le tracce dell’acqua (in cui le Ninfe vivono), per comprendere come la storia della valle del Foglia muti sì il suo corso e il suo paesaggio, ma trascini con sé riferimenti culturali immortali.

    A destra: La musa Clio, la musa della storia, dipinta da Giovanni Santi intorno al 1485-90, sta in piedi davanti ad una roccia; è legata alla natura. Nella versione poi collocata nel Tempietto delle Muse nel Palazzo Ducale di Urbino ( e oggi a Palazzo Corsini a Firenze) ha perso il nastro svolazzante, presente invece nella versione a disegno.

    A sininstra: Versione a penna oggi a Londra (Royal Collection).

    Abbiamo immaginato che il movimento del nastro della Musa fosse come quello del fiume che attraversa la valle del Foglia e unisce cultura e natura, storia e leggende.

    Come visitare il parco

    Il parco è  costruito attraverso tappe numerate e georeferenziate, anche se non è necessario seguire l’ordine proposto, affinchè nessuno si perda.  In realtà il miglior modo per conoscere un territorio è perdersi. 

    Per trovare una giusta mediazione vi proponiamo di seguire degli itinerari seguendo i vostri interessi, il vostro intuito, la vostra curiosità. 

    Per esempio chi vuol vedere Ninfe e Muse come vero e proprio tema e non come spunto di ispirazione allora deve seguire le tappe 1, 8,20,25 e 26; chi fosse più interessato al paesaggio inteso come luogo del mito allora potrà seguire le tappe 1, 20, 21, 23, 25; e l’acqua, declinata come elemento di trasformazione (tappe 13, 17, 18, 20, 22, 24,28. 

    Ma è più interessante che questi ed altri percorsi vengano ridisegnati da ogni viaggiatore all’interno del Parco delle Muse e delle Ninfe scoprendo in ogni luogo nuovi riferimenti e rimandi con i nostri testi e le immagini commentate. 

    In alcune delle tappe troverete i rimandi ad altri walkscape, con ulteriori approfondimenti.


    Città di Vallefoglia
    con il patrocinio della Provincia di Pesaro Urbino
    concept Roberto Vecchiarelli
    walkscape Antonella MIcaletti e Roberto Vecchiarelli
    contenuti naturalistici Mario Santini e Andrea Fazi
    coordinamento digitalizzazione Settimio Perlini

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  • Nomi/Case/Città

    In ogni città ci sono personaggi e vicende: nomi, cose…ma anche case - palazzi, monumenti, musei.

    Ogni città è di tutti, prima ancora dei cittadini, grandi e piccoli, che possono decidere di conoscerla, per amarla di più, per tutelare i suoi beni culturali e la sua memoria.

    Abbiamo pensato ad un walkscape per i bambini e per le loro famiglie, che miri a fornire l’abc per conoscere Pesaro; almeno le sue origini.

    Abbiamo pensato di scegliere poche tappe, di percorrere solo alcune strade nel centro storico, per iniziare un percorso che porti a guardare pietre e  porte, mura e nomi incisi sulle lapidi  con l’occhio di chi vuol sentirli parte della sua stessa storia. 

    L’appartenenza al proprio territorio germoglia dal terreno della memoria e della conoscenza.

    E allora in modo semplice, con un gioco, percorriamo dieci tappe per ricordare dieci nomi e dieci luoghi: case di personaggi storici, case di reperti e di dipinti: case della memora storica, appunto.

    Nomi/case/città è una camminata che rilegge un paesaggio urbano: è un walkscape.

    Per unire generazioni diverse, punti di vista, sensibilità differenti e culture da confrontare. Per camminare  nella città e conoscerla meglio. 

    Progetto   Antonella Micaletti

    Walkscape: Luana Colocci, Antonella Micaletti

    Elaborazione digitale: Settimio Perlini


    Con il patrocinio dell’Assessorto alla Cultura del Comune di Pesaro e di Pesaro Parcheggi



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