La Chiesa convento di Santa Maria Annunziata del 1400 come si è detto nella tappa 01 è la chiesa precedente a quella costruita nel  fondovalle. Ha  un bel loggiato antistante e nel corso del tempo ha svolto anche la funzione di lazzaretto.

Durante i restauri del 1970 è stato rinvenuto un blocco calcareo con un'iscrizione funeraria di un anonimo veterano romano di fine I secolo, custodito all'interno della chiesa. Così, tutta l'area attorno alla collina della chiesa di Santa Maria Annunziata è sottoposta a vincolo archeologico dalla Soprintendenza. Gli scavi e i rinvenimenti fortuiti hanno portato alla luce i resti di un articolato complesso residenziale e rurale romano. Sono stati rinvenuti  diversi reperti. 

L’ epigrafe citata sopra con   un'iscrizione funeraria dedicata a un primipilo (il centurione di grado più elevato) della Legio VI e a sua moglie. Il reperto testimonia le storiche centuriazioni e le assegnazioni di terreni agricoli concesse ai veterani dell'esercito romano nella valle, oltre a suggerire la presenza di un sepolcreto prediale, cioè un'area cimiteriale o un raggruppamento di tombe situato all'interno di una proprietà terriera privata (dal latino praedium, ovvero "fondo, terreno"). 

Scavi effettuati a partire dal 2000 hanno portato alla luce i resti murari di un imponente  magazzino agricolo (horrea) e al suo interno sono stati trovati diversi dolia, grandi orci terricoli per la conservazione del vino,  e una cella vinaria pavimentata in cocciopesto.  Nei campi arati e attorno al complesso sono emersi frammenti di tessere musive utili a mosaici, monete romane, abbondante materiale ceramico da mensa e reperti edilizi dell'epoca.

I reperti romani rinvenuti a Morciola testimoniano dunque  la presenza di un importante insediamento rustico e residenziale romano posizionato lungo la vallata dell'Apsa.