La prima notizia della estrazione di zolfo nel territorio di Talacchio risale al 1811, perché in un documento si denuncia un incidente sul lavoro che purtroppo non fu l ‘unico. La miniera ha rappresentato una opportunità di lavoro, se pure durissimo, per i talacchiesi e non solo; molti contadini cambiarono lavoro, tanti altri emigrarono per trovare lavoro nelle miniere di altri paesi. 

L’ attività estrattiva fu realizzata a più riprese fino a 1896 perché la natura franosa del terreno e la povertà di zolfo del minerale portavano a desistere dagli scavi per poi riprovarci. Comunque al momento della chiusura erano stati scavati 700 metri di tunnel.

Della miniera oggi rimane il palazzo, cioè l’edificio amministrativo, che quando era attivo dava il nome alla zona e alle sue case.

Si racconta che lì sotto passasse una vena d’acqua che portava trecento metri più in là ad una sorgente di acqua sulfurea, che avvalora l’ipotesi che l’ingresso della miniera fosse da quelle parti. Si raccontava anche che qualcuno si spingeva verso la sorgente al mattino per bere a digiuno quell’acqua benefica per la salute e che per questo era stato messo un coppo  che la raccogliesse e un bicchiere a disposizione per berla. 

Il paesaggio intorno è tra i più integri che si possano trovare in zona e ancora sembra di poter ascoltare le storie dei personaggi che vi hanno vissuto.